Incollaggio Coperte in Teak

Dalle procedure ad ambiente sterile fino ai giorni nostri

Questa pagina non ha la pretesa di insegnare o spiegare le varie procedure di lavorazione, ma vuol dare una paronamica di come negli anni queste sono cambiate, senza entrare nello specifico e nell’aspetto tecnico.

Nel corso degli anni l’esigenza dei Cantieri committenti è cambiata in maniera considerevole, aumentando sempre di più le unità e le linee prodotte.

Questo ha coinvolto tutta la filiera; da un parte gli artigiani hanno dovuto modificare e velocizzare i cicli di lavorazione per stare al passo con le tempistiche imposte dai Cantieri.

Dall’altro le aziende che forniscono collanti, gomme, vernici, livellanti e tutti i prodotti che servono per la realizzazione di una imbarcazione, hanno dovuto adeguare, perfezionare, modificare i componenti che costituiscono tali prodotti, rendendoli più dinamici nell’utilizzo senza però pregiudicarne l’efficacia.

C’è stato un vero e proprio stravolgimento dei cicli di lavorazione.

Anche la costruzione e l’incollaggio delle coperte ha seguito questo trend di mercato, adattandosi perfettamente o quasi.

Inizialmente la stesura del legno avveniva costruendo le zone del ponte di coperta doga per doga, il metodo cosìdetto ‘tradizionale’.

I prodotti usati per l’incollaggio erano bicomponenti, A + B da mescolare in quantità e dosi a seconda della superficie da trattare.

In questa fase non ci dovevano essere altre lavorazioni a bordo della costruzione. Qualsiasi polvere o agente esterno nell’aria avrebbe compromesso la buona riuscita e la tenuta della gomma tra ponte e doghe.

Inoltre era molto importante il grado di umidità nell’aria, la temperatura, i tempi tra stesura e messa inopera del legno. Si doveva creare e aspettare che si fosse in presenza  di un ambiente sterile, o quasi.

Infine c’era la fase di pressaggio che avveniva con sacchi di juta o di plastica o di stoffa contenenti sabbia. Più peso si impiegava e più l’incollaggio era sicuro, o al meno si sperava fosse così.

Nel corso degli anni le cose sono dovute cambiare.

Le gomme utilizzate sono diventate monocomponente, non hanno una estrema sensibilità agli agenti esterni, i tempi di tiraggio (cristallizzazione, catalizzazione) sono rapidi, pur comunque avendo delle specifiche tecniche di utilizzo ben definite e da rispettare.

Inoltre la realizzazione delle coperte in teak è passata dal metodo tradizionale al più moderno metodo ‘preassemblato’.

Ciò consiste nel prelevare seste della zona da realizzare, costruendo nei propri laboratori interi pannelli con i giunti laterali già calafatati che vengono successivamente incollati a bordo con due principali metodologie, sostanzialmente differenti tra loro: con pesi prevalentemente in ghisa o in sottovuoto.

Il primo è la metodica originaria, quella da sempre impiegata.

La seconda è una tecnica impiegata negli ultimi anni e che sta sempre più diffondendosi negli ambienti della nautica per svariate lavorazioni.

Grazie all’utilizzo di una pompa che aspira aria presente tra la superficie del teak e un telo di nylon adagiato sopra, chiuso nei perimetri della zona da incollare, si genera il sottovuoto: forze omogenee e distribuite su tutta l’area che è poi il vero vantaggio e l’efficacia di questa tecnica.

Infatti, per quanti pesi in ghisa si mettano nel pressaggio tradizionale, si provocheranno comunque dei punti con maggiore o minore forza che hanno come conseguenza ‘ponti di forza’ o probabili ‘sacche ’ all’interno della gomma/teak, anche perché le gomme utilizzate non sono autolivellanti e quindi seguono l’andamento e la distribuzione delle forze impiegate.

In sintesi il panorama è così cambiato:

Minori tempi tecnici di impiego e cristallizzazione dei prodotti

Maggiore velocità di eseguzione a bordo e quindi minore presenza del personale a bordo (inoltre il vantaggio che ne deriva è che altre lavorazioni possono essere eseguite cosa che non sarebbe possibile se la costruzione fosse fatta sul luogo)

Minori ingombri dei materiali necessari sul posto di lavoro.

CICLO DI INCOLLAGGIO

Siamo orgogliosi di mostrare queste fotografie che risalgono a più di 30 anni fa, ora come allora presenti nella costruzione delle coperte in teak.

Sabbiatura del ponte di coperta

Lo sgrassaggio della superficie avveniva con panno e triellina.

Applicazione del primer sul ponte in acciaio

Applicazione del prodotto di aggrappaggio e autolivellante

Era necessario di nuovo sgrassare la superficie prima di  procedere con l’incollaggio per eliminare qualsiasi impurità

Mescolazione dei componenti A e B del prodotto incollante

Stesura della gomma di incollaggio

Applicazione del primer sotto le doghe di teak

Applicazione di un prodotto sotto le doghe come fissativo e per ancoraggio

Stesura doga per doga della coperta

Pressaggio con sacchi

Applicazione del primer tra i giunti laterali o canalini

Applicazione gomma di calafataggio